Il Gesù di Casa Professa a Palermo offre un progetto di Formazione Scuola e Lavoro, chiamato “Arte e umanesimo integrale al tempo dell’intelligenza artificiale”. Nell’anno appena concluso hanno partecipato quattro Istituti scolastici per un totale di 64 ore di formazione e di 77 ore di lavoro. Il progetto ha utilizzato il percorso pedagogico, presente nella decorazione artistica della chiesa, che rimanda alla dimensione interiore dell’essere umano, secondo un approccio inclusivo. Questo permette agli alunni di riflettere sulle proprietà peculiari della nostra umanità. Di conseguenza essi sono sostenuti nel saper discernere come l’implementazione dell’IA possa essere riconosciuta come qualcosa di positivo per la società, ma allo stesso tempo che la nostra intelligenza non smarrisca le sue caratteristiche peculiari, appiattendosi su quella artificiale1 . Come chiede papa Leone XIV nell’enciclica Magnifica Humanitas, il progetto offre la possibilità che l’educazione sia «realmente integrale, aperta a tutte le dimensioni della persona», affinché gli studenti facciano uso dell’IA in maniera «responsabile, critico e creativo e a non subire passivamente l’influsso»2 . Se prendiamo come presupposto che le macchine dell’IA non pensino, siano prive di emozioni (al massimo possono essere replicate), desideri e volontà, il progetto ha aiutato gli alunni a comprendere la realtà della coscienza e nel prendere maggiormente consapevolezza delle proprie facoltà umane, che ci distinguono dalle macchine. Vari studi sull’influenza del web e Internet sulla nostra mente segnalano una minore capacità cognitiva degli adolescenti del nostro tempo rispetto a quelli precedenti per via di una minore capacità di concentrarsi e riflettere3 . Il percorso proposto, con alcuni esercizi di meditazione, ha favorito una maggiore consapevolezza delle dinamiche interiori che sottendono alle distrazioni e offrono delle strategie per riuscire a meglio concentrarsi. Non bisogna dimenticare che sempre di più i ragazzi passano meno tempo in compagnia di amici.
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